| 25.01.2012 |
EVASIONE FISCALE | |
 Nella maggior parte dei Paesi europei (ma anche in qualche città italiana), proporre di effettuare un lavoro senza rilasciare la prevista ricevuta fiscale è - semplicemente - una "proposta indecente".
In quasi tutta Italia, invece, "scontrino fiscale" o "fattura" sono termini di antico dialetto aramaico o gaelico: perché, ormai, l'evasione fiscale è diventata la regola e non l'eccezione ... e chiunque è sempre pronto a giustificarsi dicendo che "con le elevate tasse che ci sono, non potrei certo vivere, segnando tutto!".
È una bugia tanto più grande quanto maggiore è l'importo evaso, che fa sì che "i soliti fessi" continuino a pagare le tasse anche per loro (ed a vivere), mentre i "furbi" possono far parte degli acquirenti delle 200.000 auto di lusso vendute solo nel 2011, anche se chi poteva (ufficialmente) permettersele erano meno di 70.000 contribuenti.
È una vergogna che tutti noi paghiamo sempre più cara e che è tempo che cessi del tutto, con una presa di coscienza collettiva ed un rinnovato senso civico generale.
Perché - mettetevelo bene in testa - chi non paga le tasse non è uno "furbo": è solo un ladro!
| 20.12.2011 |
IMPEGNO POLITICO (ED AMICI) | |
 Consentitemi una premessa obbligatoria: a me personalmente, di quello che può succedere in Italia nei prossimi anni o decenni, "nun me ne po' fregà de meno!", tanto per dirla alla romana. Già da oltre un decennio, infatti, ho dismesso in questo Paese ogni mia attività, proprietà ed anche buona parte degli affetti personali, e spero - quanto prima - di poter eliminare anche il pagamento di un'IRPEF ancora dovuta.
Se momentaneamente mi sono trattenuto qui per un tempo più lungo del previsto, perciò, questo è dovuto unicamente ad inattesi problemi personali, perché - per quanto mi riguarda - direi convinto a tutto i giovani italiani: "Fujtevenne! (Scappate!)", parafrasando quanto ebbe a dire Eduardo ai napoletani: "qui non c'è futuro, non c'è sviluppo e - principalmente - non c'è voglia di lottare per migliorare. Ed ammesso che si incominci a farlo, servirà forse tutta la vostra generazione, la vostra vita perché cambi veramente qualcosa !".
Tanto premesso per doverosa chiarezza e nonostante questo ("A prescindere", direbbe Totò), continuo giornalmente ad interessarmi di politica, a leggere e documentarmi, a ragionare sui fatti, a confrontare promesse ed azioni ... e spesso a discutere con amici o amiche, perdendone a volte qualcuno (con dolore) quando la discussione si fa più animata e non sono disponibile a cedere su ovvietà lapalissiane.
La verità è che vi sono almeno un paio di ragioni che mi portano a continuare ad interessarmi e - diciamolo pure - a spendere gratis le mie energie nella politica, nel tentativo morale di accelerare una ripresa culturale e sociale di persone che, senza rendersene conto, hanno aderito all'invito rivolto loro dai partiti, da decenni, di portare il cervello all'ammasso e che pertanto continuano a vivere delle falsità loro raccontate.
La prima ragione per cui mi infervoro molto nelle discussioni è la mortificazione. Alcune generazioni fa i nostri nonni, partendo dal Veneto, dall' Abruzzo o dalla Campania, dalla Sicilia come dalla Sardegna hanno, con notevoli sacrifici, affrontato le strade del mondo, cercando non solo migliori condizioni di vita per sé ma anche per le loro generazioni future. Non è un caso che intere nazioni, oggi, possano dichiararsi italiane (come l' Argentina, ad esempio); che si può trovare un italiano in ogni parte più sperduta del mondo, oppure che gli elettori italiani all'estero siano in quantità maggiore che quelli in patria. Lo hanno fatto con quello spirito di "sacrificio silenzioso" che è una delle caratteristiche del popolo italiano, apprezzata ovunque e non tanto comune ad altri popoli.
Eppure, dopo solo tre-quattro generazioni, molti dei loro discendenti si lasciano oggi abbindolare da proprietari di partiti che "sono troppo ricchi per fare l'interesse proprio", che con la massima disinvoltura promettono di debellare il cancro entro due anni, che "senza di lui è l'Apocalisse ed il feroce comunismo", quel lui che si è dato da fare ad aiutare una ragazzina tunisina solo perché convinto che fosse nipote del presidente egiziano Mubarak. 
Il Totò di cui sopra avrebbe definito tale persona (ed ancor più chi lo appoggia e lo ha appoggiato in Parlamento) un "chiachiello", un uomo opportunista e voltagabbana non degno di rispetto perché dedito alla menzogna ed alla promessa facile. Ma tant'è, la morale imperante (ed il mancato uso del contenuto della scatola cranica) fa sì che tale persona (ed il "suo" partito, nel senso di proprietà) venga gioiosamente appoggiato proprio da quelle vecchiette che col minimo della pensione non hanno nulla da temere nemmeno dall'avvento dello stalinismo o del maoismo: vecchiette spaventate all'idea che i biechi comunisti possano intercettare le loro telefonate ai nipoti oppure costringerle a pagare con carta di credito ovemai vncessero al lotto più di quanto ricevono in tre mesi di misera pensione.
Bravi ed ingenui come sono, questi discendenti di dignitosi nostri connazionali si fanno anche convincere da qualcuno, al nord, dell' esistenza di una "terra promessa" che si separerà presto dall'Italia e che sarà ricca perché potrà gestire in proprio tutti i soldi e gli averi prodotti; di essere grandi ed onesti lavoratori derubati da quelli del sud e dagli immigrati; di essere un popolo unico e diverso ... Hanno difficoltà a capire - chissà perché - che la paventata secessione non avverrà mai (pena una guerra civile); che le continue affermazioni di razzismo espresse dai loro capi di partito non sono episodi estranei, ma punti cardine della loro politica; che l'anacronistica "autarchia" territoriale prospettata li porterebbe in breve, ove realizzata, alla totale rovina ed ad una miseria ben più nera di quella dei loro avi emigrati all'estero ...
Sono bravi, ingenui ... ma anche troppo giovani per ricordare che con le spesso minacciate "dieci milioni di baionette in piazza" Mussolini ci fece una guerra, portando così allo sfacelo questa terra ed alla morte milioni di italiani Così come non comprendono che "gestire in proprio i soldi" non è frase riferita alla popolazione ma ai politici che loro votano, che nel frattempo sono stati al potere senza però mai decidere, troppo presi dalla loro "occupazione di cariche" e dall' affermazione economica personale. Potrebbero magari ragionarci un po' di più, autonomamente, e rendersi conto che è infantile l'abitudine di dare la colpa sempre agli altri, che non è certo da persone responsabili (ed intelligenti) : ma si fanno presto convincere dalle scuse di volta in volta accampate, dal concetto che "bisogna lavorare duro per essere derubati", che "da loro tutto funziona bene solo perché c'è la Lega" ... dimenticando, innanzi tutto, che la notevole saggezza contadina dei loro nonni era proprio una diretta conseguenza delle ore passate nei campi a lavorare ... e riflettere!
Un'altra ragione è certamente la rabbia: vedere tante persone intelligenti (perché - nonostante tutto - noi siamo un popolo intelligente!) passare con noncuranza da una fanatica fede partitica (non importa di quale colore) ad un atteggiamento di totale antipolitica mi lascia perplesso e mi fa arrabbiare. Perché a criticare siamo buoni tutti e tutti sappiamo trovare (o farci consigliare) argomenti ed episodi da riprovare: ad offrire alternative, invece, sono in pochissimi a farlo, spesso osteggiati dagli stessi di cui sopra. Nato in una generazione che in gioventù ha fatto della critica (e dell' autocritica) un esercizio fondamentale di vita, non riesco a capire come non si rendano conto della falsità delle persone che dovrebbero rappresentarli, di come quel che dicono sia in netto contrasto con quel che fanno, di quanto ogni loro atteggiamento è palesemente volto solo alla conservazione del proprio potere.
Per dirla con un esempio, criticano la prostituzione ma poi non hanno il coraggio di inca..volarsi con la propria figlia che fa proprio quel mestiere, e spesso la giustificano pure!
Gli esempi da trarre dagli ultimi episodi sono innumerevoli. C'è il "buon padre di famiglia" che si augura la pena di morte per chi ha rapporti sessuali con minorenni ma, nel caso Berlusconi-Ruby, se ne esce con un "beato lui che ha i soldi per permetterselo!"; c'è chi vota entusiasta un partito del Nord rifiutandosi di considerarlo razzista, anche se le dichiarazioni esplicite in tal senso di molti dei suoi deputati sono tante da riempirne un paio di volumi (e una radio); c'è chi continua ad evidenziare conflitti di interessi altrui che però, quando sono stati al governo, hanno "dimenticato" di sanare; c'è chi solleva il popolo all' insurrezione contro leggi che in realtà sono oggi approvate da altri, ma proposte da loro stessi quando erano al governo ....
Per ultima, c'è una ragione di orgoglio sentimentale: è molto deprimente sentir parlare, all'estero, degli italiani come di un "popolo poco affidabile, opportunista, amorale che si ritiene furbo e dà credito ad ogni sciocchezza gli dicano". E se provi solo a contestare queste loro affermazioni, ti porrtano migliaia di esempi, a cominciare dal fatto che (unici al mondo) siamo un popolo che non ha mai terminato una guerra con gli stessi alleati di partenza; che sembriamo sempre pronti ad una rivoluzione che in realtà non scoppia mai; che accettiamo senza troppo fracasso discorsi, disposizioni, leggi ed episodi di corruzione che ovunque - in un mondo civile - farebbero gridare allo scandalo.
Non me ne vogliano pertanto gli amici e le amiche se "mi chiamo fuori dal gruppo": convinto che un rigore morale sia tanto più importante quanto più sia messo alla prova, non potrò mai accettare le giustificazioni di chi vuol far passare le sue sconfitte politiche come scelte opportunistiche, continuando a promettere quel che non è stato capace di realizzare quando ne aveva l'opportunità: perché sta giocando con la vita ed il futuro dei giovani che hanno creduto in lui, assicurandosi nel frattempo una propria situazione stabile e continuativa. Chi agisce così non è, per l'appunto, nient'altro che un "chiachiello"!
Massimalista? Forse sì: ma, proprio per questo, sincero ed onesto con gli altri e con me stesso. Come tale, continuerò ad interessarmi di politica, offrendo presto a tutti la possibilità di esprimere le proprie opinioni, libere dai condizionamenti mentali partitiche, e di intraprendere iniziative costruttive che servano veramente a modificare in meglio questa nostra democrazia malata.
Perché - nonostante tutto - alle mie origini ci tengo, e molto!
| 17.12.2011 |
CONDANNATI I 3 ITALIANI A CUBA | |
 Anche se con molto ritardo, vorrei dare conto dell'epilogo della vicenda degli italiani arrestati a Cuba, di cui ho parlato nell'articolo COSÍ CI CONOSCONO A CUBA. Riassumiamo al massimo l'episodio.
I tre italiani, frequentatori abituali della provincia cubana di Granma, nell'estate dello scorso anno conobbero in un bar locale una ragazzina di 12 anni, Lilian Ramírez Espinosa, e la convinsero a partecipare ad un "festino erotico" in casa loro. Dopo poco la ragazzina (che si è poi scoperta asmatica) si sentì male, forse a causa dell'eccesso di alcool (e forse droga). Spaventati dalla sua apparente morte, i tre italiani si disfecero del suo corpo abbandonandolo in un campo, aiutati in questo dai cubani loro amici. La scoperta del cadavere fu effettuata per caso da un cane affamato, che ne tranciò un braccio ed attraversò il centro urbano con "l'osso" in bocca.
Bene: il 7 novembre scorso si è tenuto a Bayamo, a distanza di poco più di un anno dall'accaduto, il processo a carico dei numerosi imputati. Le sentenze sono state dure, anche se al passo con le locali leggi:
i tre italiani sono stati condannati a 25, 25 e 20 anni di carcere, da scontare totalmente (= senza sconti) nelle carceri cubane, per "omicidio e corruzione di minore". Insieme a loro, sono stati condannati anche:
Vicel Ramos Cedeño, a 30 anni per concorso in omicidio e corruzione di minore; Yoel Rafael Sánchez Ramírez e Leonel Milán Gamboa, a 25 anni, e Yaina Cosett Pardo Muñoz e Yanet Casate Pérez (che avevano fittato abusivamente la casa agli italiani, sottraendoli così al controllo della polizia), a 22 anni per gli stessi delitti; Victoria Muñoz Yero, infine, a 20 anni "per corruzione di minori".
Per finire: la causa accertata della morte è stata asfissia, avvenuta mentre era nel baule dell'auto che la trasportava verso i campi dove poi l'avrebbero abbandonata, Inoltre, il Tribunale non ha dato credito alle prove esibite dai tre italiani, che tendono a dimostrare la loro assenza da Cuba in quel periodo, ritenendole "poco attendibili" (in altri termini, prove 'acquistate').
Letto? Bene, ora rileggete lentamente le condanne comminate e le relative causali ... notato? Sì: i cubani hanno ricevuto condanne maggiori degli italiani, ritenuti però gli unici artefici del delitto. Come mai?
Perché per una logica che trovo perfettissima e che vorrei tanto fosse applicata anche qui, la condanna è proporzionata al grado di responsabilità e di fiducia accordata alla persona.
Cerchiamo di spiegare il concetto con un semplice esempio. Se in un deposito avviene un furto, l'operaio che lo ha commesso viene condannato a - diciamo - un anno, il dirigente a tre mesi perché non ha controllato con rigore. Ma se chi ha commesso il furto è proprio il dirigente, allora viene condannato a tre anni, perché c'è l'aggravante che è venuto meno alla fiducia concessagli. Chiaro, vero?
Quasi come qui da noi, dove un dirigente che ruba e fa fallire un'azienda viene mandato in pensione con decine di milioni di liquidazione ...
| 27.10.2011 |
QUESTI AVETE VOTATO, QUESTI VI MERITATE | |
La nuova trovata della SIAE: tutti i siti che ospitano i trailer cinematografici devono pagare una tassa di 1.800 euro all’anno. In altri termini, devono pagare per fare pubblicità gratuita ad altri!
La vogliamo chiamare col suo nome? ESTORSIONE LEGALIZZATA, né più né meno come il canone Rai ed i balzelli di Equitalia.
D'altra parte, cosa aspettarsi da chi ha chiesto 1.000 euro a un ente non profit di Messina per aver suonato in pubblico l’inno di Mameli? O da chi ha fatto irruzione a una festa di bambini bielorussi nel Tarantino contestando la mancata autorizzazione a cantare un brano popolare?
Naturalmente, la SIAE non è uscita pazza: sta semplicemente applicando le autonomie impositive che questo governo ha concesso a lei e ad altri, come ad esempio l'AGCOM.
Ma lo scopo non è solo finanziario, a guardar bene: da una intervista rilasciata a Post.it dal Dr. Ercolani della Siae, viene confermato che tutti i siti (giornali, blog e siti personali!) che inseriscono video trailer devono pagare i diritti SIAE.
Non solo: non è esclusa che nei prossimi mesi vengano effettuate richieste di pagamento anche ai singoli utenti che inseriscano video nelle pagine di social network come ad esempio Facebook, anche con un semplice link. Youtube, infatti, ha pagato i diritti Siae solo per la trasmissione sulle sue pagine Internet e non su quelle dei siti esterni.
Insomma, non ci vuole molto a capire che gli schiavetti del signor B. hanno inventato un altro inghippo per impedire da quasi subito che vengano diffusi online i video che criticano lui ed i suoi accoliti.
Fascismo? Ma no!! ... Siamo in una libera democrazia, dove ognuno può dire ciò che gli pare ... purché parli bene di Sua Maestà!
E non rompete più i cosiddetti a piangere, ora che vi toccano personalmente: è quel che avete voluto e tenacemente difeso!
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VEDIAMO DI RIPRENDERE IL RITMO
Una breve vacanza seguita purtroppo da improvvisi problemi di salute non ancora risolti mi hanno tenuto a lungo lontano da questo blog creando inoltre problemi vari di malfunzionamento: ad esempio, gli articoli in archivio sono praticamente spariti, così come i "followers" di Facebook!
In attesa di poter ripristinare gli inconvenienti, cercherò di aggiungere con maggiore frequenza, quando possibile, qualche commento ai fatti quotidiani, nell'illusione che a qualcuno possa interessare un differente punto di vista.
A presto!
LA STUPIDA MANOVRA FINANZIARIA
1.900.000.000.000 di Euro: si legge millenovecentomilardi di euro ed è il debito dell'Italia; ovvero, circa 33.500 € per ogni italiano, da 0 a 120 anni di età. Intanto ...
LE SPESUCCE DELLA BAMBINA
Guardate questa ragazzina: quanti anni avrà? Tredici o quattordici; non di più, ve lo assicuro. Sta in classe, al computer, e sembra stia studiando ... Nonostante la foto sia (necessariamente) stata offuscata, si può però notare qualcosa che non va: il sorriso accattivante di A. (chiamiamola così), ad esempio, o la camicetta semitrasparente legata alta sotto le tettucce che si possono intravvedere chiaramente nell'immagine originale. Sta infatti ...
I DIRITTI DEL DUCETTO
Era Maggio del 2011 quando il nostro presidente del consiglio, quel signor B. spesso citato in questo blog, pensò bene che gli italiani dovessero essere ben istruiti su come votare alle prossime elezioni comunali e provinciali del 15-16 maggio. Pertanto, senza indugi, apparve in TV su tutti i canali possibili, ovvero su quelli di Mediaset (sua proprietà al 100%) e su quelli della RAI (da lui gestita in virtù dell'incarico rivestito): in breve, in meno di due ore raggiunse la quasi totalità degli italiani, raccontando loro le tremende nefandezze dei comunisti mangiabambini, le persecuzioni ...

IL CAPO DEL GOVERNO
" Il capo del governo si macchiò ripetutamente, durante la sua carriera, di delitti che al cospetto di un popolo onesto gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e - addirittura - applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale,una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza ... "
CI METTO LA FACCIA
L'ha ripetuto decine - se non centinaia - di volte, quando aveva necessità di sparare altre panzane per difendere i suoi interessi, come quel "Ruby nipote di Moubarak" che ha fatto invece perdere del tutto la faccia ai suoi deputati, che hanno votato unanimi la mozione alla Camera. Ci ha anche "messo la faccia" quando ...
LA NOTTE DELLA RETE
5 LUGLIO 2011 - La NOTTE DELLA RETE. Blogger, artisti, intellettuali uniti tutti in una manifestazione che rifiuta gli intenti autoritari e repressivi dell' AGCOM, intesi a dare alla stessa poteri extragiudiziali nella regolamentazione di ciò che può e non può essere pubblicato in Rete. Qui la diretta.
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